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progetto favolare l’aquila

In: eventi | 11 giugno 2013

 

 

 Vidi chiaramente un mio interiore  e quello esterno e compresi che ognuno al il suo mondo e che quindi il mondo è un territorio, una dimensione neutra dove vengo altri  mondi interiori gaetano barrecca da L’amleto dell essere

Il progetto favolare l’aquila, supportato  dalla legge 266/1991 riguardante  i diritti e i doveri del volontario, nasce  dalla collaborazione dell’associazione Abitare insieme di l’aquila con l’associazione Francesca realmonte onlus di Milano, a partire da luglio 2011, allo scopo di costruire un filo conduttore tra disabilità  e realtà esterna . Tale processo di incontro e di conoscenza richiede necessariamente un punto di accordo che consenta una definizione e  una  ridifinizione di ruoli dirittii e doveri definire il proprio essere in quanto individuo dotato di un’identità. Definire per affermare la propria presenza, quale fondamento dell’esistere della persona parte attiva e non semplice spettatore del sistema mondo. Definire significa ricerca di  una  dignità,che rappresenti punto di partenza nella costruzione direlazioni umane, nella  condivisione di virtù, difetti, limiti e talenti. Favolare l’aquila libertà di azione,  di espressione delle pproprie emozioni, di sentimenti, non contenitore di frustrazione. FaVolare  è progetto divita, luogo di desideri e fantasie, sazio, ove, anche solo per un istante,i sogni diventano realtà tangibili, realizzabili nella loro iterezzae autenticità.FaVolare nasce con l’intento di avvicinare l’individuo, attore di un attore di un mondo relazionale ad una realtà altra, sovente demigrata e relegata ad un cantuccio, forse scomoda, perchè priva di presunte, certezze. quale quella di disabile. IL progetto FaVlare l’aquila  dunque, intende travalicare queste barriere, oltrepassare un mondo che vive di illisioni, con l’obbiettivo di creare relazione di condivisione. Tutto cio si rende posibile, grazie alla sinerggia e  la volontà profuse delle associazioni  Abitare insieme e francesca realmonte onlus, con la complicità del mondo dei più piccoli e delle maestre della scuola della torretta. al fine di una sensibilizzazione verso il mondo della disabilità .l’espressione di bisogni e desideri di potenzialità e di una propria identità richiede una consapevolezza del proprio essere, in quanto individuo, e delle emozioni dei sentimenti  insiti in ciascuno è alla base del rapporto con se stessi,  in prima  istanza,  e delle relazioni che si istaurano con la società in secondo luogo. E allora quale mezzo  migliore di dar sfogo a sudette esigenze, se non la fantasia?  lemarginazionr diviene,cosi. l’elemento principe di  comunicazione con la realtà esterna, di esplicita manifestazione della propria pressenza come soggetti attivi  del mondo. narrarevul dire autentica esperienza di se tuttavia come l’attore necessariamente deve provare su se stesso, sul proprio corpo le emozioni, condividere con la propria persona gioia e frustrazione, prima di recitare sul palcoscenico la propria parte, cosi ogni individuo a il difficile  compito di perseguire una coscienza se pur parziale del suo universo interiore,  conprendere i messaggi del  proprio corpo, i bisogni,i limiti ma anche le virtù, che consentono di innterfacciarsi con altri, per diventare protagonista della personale commedia asistenziale. raggiungere la consapevolezza di se, rispettare le proprie esigenze e i propri desideri, rappresentano,dunque,tra gli obiettivi principali che il  progetto Favolare l’aquila si prefigge.  Il complesso percorso di conoscenza di se e del altro tichiede, come prima consequenza,uno specifico lavoro sulla pesona , guidandola  nel riconoscimento dei propri limiti, che possono rappresentare, non gia semplicementeun ostacolo talora invalicabile, ma anche una risorsa a cui attingere. Il disabile , in questo modo diviene attore protagonista, ridifinando la sua medesima figura come rappresentante attivo di una realtà  poi non cosi parallela e lontana rispetto al mondo, ma parte integrante di esso. La sua disabilità si riduce in abilità altra con specifichè caratteristiche che la personalizzano e la rendono manifesta in tutta la sue essenza. Tale ridefinizione il progetto fa volare l’aquila cerca di ragiungerla tramite comune lavoro tra gli  utenti con diversa abilità dell’associazione Abitare Insieme e la piccola realtà dei bambini della scuola  elementare della torretta. Lo scopo cosi  diventa la costruzione di un gruppo omogeneo, in cui bambino e adulto diversamente abile possano interagire, valicando qualsivoglia ostacolo, fondando il rapporto sul semplice e naturale rapporto reciproco. Come su accennato, lo strumento utilizzato, è la narrazione di storie con l’obiettivo di costruire agregazione, concedendo libera espressione alla fantasia e all’emarginazione di ciascuno. In questo processo di crescita, la produzione di fiabe, i cui protagonisti sono gli utenti dell’ Associazione Abitare Insieme con i bambini  della scuola elementare supportata dalla presenza e collaborazione degli operatori della suddetta associazione insieme alle maestre della scuola medesima e hai rappresentanti dell’Associazione realmonte olus. Scoprire modi diversi vol dire interfacciarsi con modi di vedere ed osservare differenti e la fanrasia e l’imigrazione rappresentano fili conduttori verso realtà, che esulano dalla quuotidianità i sogni, i desideri possoso realizzarsi attraverso il contatto tra individui che diper se si distinguono l’uno com l’altro necessariamente in quanto ciascuno diverso per caratteristiche, qualità e difetti, che lo identificano come persona.  con una propria dignità. Sono svariate le vie percorribili per giungere  alriconoscimento e alla consapevolezza dell’altro. Lespressione artistica, attraverso manufatti, guidati sempre all’estero della fantasia, consentono decisamente di cogliere aspetti di ciascuno forse sovente eccessivamente sopiti e oscurati da dettami che poco anno a che fare con la struttura autantica dell’individuo, e dell’essenza interiore ed esteriore . L’osservazione  diretta e tangibile  nel mondo della disabilità o meglio diversità di quel che avviene all’interno di una realtà diversa quale quella offerta da laboratori occupazionali e artistici dell’associazione Abitare Insieme rappresentano in definitiva  l’esempio lampante di come dietro ad etichettamenti pregiudiziziali si celino realtà  ben più feconde che fanno  della fantasia e dell’illusione un possibile sentiero di vita talw progetto si chiama fa volare l’aquila.

Un Percorso di educazione alla  Divesità

Il progetto FaVolare Laquila nasce dal profondo desiderio dell’associazione Abitare Insieme di mettere a disposizione del territorio la nostra esperienza e le nostre esperienza e le nostre risorse per contribuire alla ricostruzione dl tessuto sociale della  nostra comunità cosi gravemente  ferita dal sisma del 2009. Infatti l’associazione Abitare insieme  che si occupa prevalentemente di disabilità si è sentita chiamata, come gran parte degli aquilani di buona volontà a farsi carico della ricostruzione immateriale della nostra  comunità. Per tale ragione ci siamo dedicati alla realizzazione di diversi progetti d’inclusione sociale, per attivare nuove relazioni sociali. sperimentare nuove relazioni sperimentare nuovw forme  di solidarietà tra le persone tra le organizzazione teritorio,per favorire interventi di integrazione anziani, giovani, e persone svantaggiatee con  maggiore bisogno di aiuto. Un  apertura al  territorio che a generato un virtuoso scambio di esperienze, una sana contaminazione, che a fatto crescere sia noi sia i soggetti con i quali ci siamo relazionati. Nello specifico FaVolare nasce l’obiettivo di favorire la partecipazione e l’itegrazione sociale, delle persone con disabilità nel  quartiere stesso, coivolgendo in particolare i bambini della scuola primaria del nostro quartiere, per sviluppare nei ragazzi la voglia di consapevolezza e le conoscenze per essere utili e soprattutto per promuovere una nuova cultura della diversità attraversoil contatto diretto animatori diversabili.Spesso valutiamo le  persone esclusivamente per somiglianze che anno con noi e rifuggiamo le differenze. E’ il pensiero prevenuto che ostacola profondamente l’emergere di una cultura dell’emigrazione e crea la cultura rigida, non accogliente, che non lascia spazio alla possibilità di integrare chi è diverrso. E cosi l’immigrato,  il disabile, il socialmente diverso, la donna, l’omosessuale o l’anziano diventano spesso oggetto di pregiudizi a distanza interpersonale. E’ opportuno, allora, sensibilizzazzare ed educare le nuove generazioni ed apprezzare la diversità e valorizzarla, e cosiderarla come risorsa e non come limite e rispettare incondizionatamente tutte le persone superando rigidità razionali e pensiero prevenuto. La finalità del progetto è stata la costruzione di una cultora del superamento del handicap, quale difficoltà che si  accomuna tutti e che puo essere ridotta a partire dalla consapevolezza dei propri limiti e dellr proprie risorse. Riconoscendosi infatti nelle diverse abilità è possibile attivare scambi reciproci di esperienze e di apprendimento . l’aspetto innovativo e caratterizzante e stata la volontà di creare una nuova cultura dell’handicap in cui le persone diversamente abili sono state protagoniste attraverso la loro diretta partecipazione alle attività. L’incontro diretto con la persona diversamente abile, che vive ogni giorno la realtà del deficit, sia esso di natura motoria, sensoriale o psichico è stato il motore dell’impianto metodologico. I percorsi educativi sono stati realizzati attraverso una serie d iincontri con piccoli studenti della scuola elementare, con diverse tecniche di animazione narrazione, letture, racconti, proposte di gioco di gruppo e di ruolo, attività pittoriche e manuali, elaborazioni di gruppo sui temi della diversità, la valorizzazione delle risorse individuali. Tale scelta metologica è stata finalizzata a stimolare la partecipazione di tutti, il confronto e la condivisione su tematiche a volte difficili da affrontare, creandoun efficace spazio di crescita personale e di confronto. La sintesi del lavoro  è il prodotto di questo volume che si  propone a favorire suggerinenti a psicologi,insegnanti, educatori, perchè possano indurre i minori a integrare il cosidetto diverso da noi perchè riescano a sensibilizzarli al rispetto, alla accettazione e all’integrazione della alterità, portatrici di quella implicità diversità che si costituisce il tratto comune della appartenenza al genere umano. I risultati  coplessivi del proggetto sono a dir poco entusiasmanti, con una prima presa di coscenza della propria identità da parte dei disabili adulti e dei bambini, attraverso  il confronto con la diversità.Un lavoro che a fortemente stimolato lo sviluppo di un identità critica attraverso il dialogo e l’incontro. Le insegnanti e gli operatori hanno chiesto una continuità dell’esperienza per offrire a tutti i bambini un’ occasione formativa simile. Rimandiamo l’invito alle istituzione, perchè possono aiutare la socetà civile alle costruzione delle reti, alla contaminazione delle esperienze e alla crescita della nostra comunità che ora più di altre ha bisogno di essere ricostruita. La diversità rende liberi

Gianvito Pappalepore

 

il  proggetto riguardava la realizzazione di un libro intitolato il castello di discordia lavorandoci  noi ragazzi disabili insieme hai bambini  della scuola elementare  di gignano   che è stato venduto è stato fatto un covegno nel quale l’associazione abitare insieme ha presentato questo progetto racchuso in un libro di favole.